30 Agosto 2005: l’arrivo a Seronera

Il Land Cruiser corre veloce sulla strada sterrata: una foratura ed una deviazione imprevista ci hanno fatto perdere almeno un’ora di viaggio e l’ingresso nel parco non è consentito dopo le ore 18.00; oramai mancano poche decine di minuti allo scadere del termine.
Intanto intorno a noi la luce calda del tardo pomeriggio colora d’oro la sterminata pianura del parco del Serengeti: l’emozione è forte.
Quello del Serengeti è il nome di uno dei parchi più famosi al mondo che per anni ho sentito risuonare nelle varie trasmissioni televisive e che finalmente mi accingo a visitare!
Arriviamo all’ingresso alle 17.50 appena in tempo per sbrigare le formalità e varcare la soglia del parco in direzione di Seronera dove stabiliremo il primo “campo base”.
Siamo poco sotto l’equatore, il tramonto è intorno alle ore 19.00 e già dalle 19.30 è notte fonda; arriviamo a Seronera alle 20.00 e iniziamo a montare le tende nel buio più completo.
Dopo una cena (pasta al ragù!) consumata alla luce della lampada a petrolio inizia il concerto: le voci dei nottambuli della savana risuonano intorno a noi e scorgiamo –devo dire con una leggera apprensione- gli occhi delle iene che ci scrutano dalla macchia circostante il campo.
Le raccomandazioni di Antonio ci rassicurano solo in parte e ci chiudiamo in tenda per passare la nostra prima notte nella savana.
Quei rumori, che nei giorni successivi non ci avrebbero preoccupato più di tanto, ci tengono svegli a lungo: i ruggiti dei leoni che si chiamano l’un l’altro, gli ululati delle iene, i grugniti dei bufali; pensandoci bene la tenda non rappresenta di certo un ostacolo per nessuno di questi grossi animali!
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